La preghiera del “Padre Nostro”, più che una formula, è un programma di vita che apre l’uomo all’avvento del Regno e ad uno stile nuovo di rapporti con Dio Padre e con il prossimo, all’interno della dinamica storica dei bisogni essenziali della vita terrena, pane e perdono, e delle sue prove di fronte all’irruzione del Maligno. La preghiera, qualunque sia il linguaggio, gesti o parole, è un modello d’espressione in grado di mettere l’uomo in sintonia con Dio. Il totale coinvolgimento dell’orante, la sua autenticità e sincerità interiore, consentono il trasformarsi della preghiera in un dialogo imperniato sulla semplicità del linguaggio e libertà d’invocazione, tramite cui Dio ci comunica la sua “Parola”, ci aiuta nel riconoscere la sua grandezza, c’illumina e ci trasforma rafforzando la nostra fede. La preghiera è uno dei doni più grandi di Dio. Grazie ad essa l’uomo vive nella certezza di non essere solo, la sua vita in ogni istante è accompagnata dall’amore di Dio che con la preghiera lo invita a bussare fiduciosamente alla sua porta per liberarlo dai momenti d’angoscia e di paura che inevitabilmente attraversano la vita terrena. Gesù attraverso i Vangeli c’insegna a pregare, ma ci fa sapere anche che è necessario pregare sempre con perseveranza. Dio è disponibile, in ogni istante ed in ogni luogo, ad un dialogo aperto con l’uomo; ascolta la preghiera di tutti ed è pronto ad esaudire le suppliche di quanti, con cuore sincero e profonda umiltà, si rivolgono a lui. Basta aver fede e saper attendere la sua risposta: questa, sicuramente, non tarderà a venire.