L’espressione “Figlio dell’uomo”, riportata per la prima volta dalla Bibbia nel libro di Daniele (Dn 7,13), è alquanto ricorrente nei Vangeli ed è usata da Gesù per indicare se stesso. Con questo titolo Gesù suole autodefinirsi come “Figlio dell’umanità”, ma è singolare che, a seconda del contesto narrativo, il suo significato letterale può assumere valore diverso. Gesù, infatti, pronuncia l’espressione “Figlio dell’uomo” sia in occasione di discorsi escatologici, che per descrivere le sue umiliazioni, come per attirare l’attenzione sull’umiltà della sua condizione umana, ed anche, per manifestare la sua gloria futura, annunciando il trionfo della risurrezione, il ritorno glorioso alla fine dei tempi e il giudizio finale. Tipicamente si tratta di una espressione emblematica che nei Vangeli si trova soltanto sulle labbra di Gesù e che Gesù assume come titolo autorivelativo di valenza messianica-escatologica.