Giovanni  il Battista è imprigionato dal re Erode.

Dalla prigione s’interroga sulla  identità di Gesù

  Il governatore Erode, biasimato da Giovanni a causa di Erodiade, moglie di Filippo suo fratello, a tutte le scelleratezze che aveva commesso, aggiunse anche questa: fece arrestare, incatenare e gettare in prigione Giovanni perché questi aveva detto a Erode: – Non ti è lecito tenerla! Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare di quel che faceva il Cristo, gli mandò alcuni dei suoi discepoli per domandargli: – Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro? In quello stesso momento Gesù guarì molta gente dalle loro malattie e dalle loro sofferenze; alcuni li liberò dagli spiriti maligni e a molti ciechi restituì la vista. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona novella (Is 35,5-6; 61,1). Beato chi non perderà la fede in me !».