| Ascolta il brano letto da Giovanni Spadola |
Gesù compie segni prodigiosi, guarisce ogni genere di malattie e afferma di perdonare i peccati. La contestazione dei maestri della Legge
Un giorno si sparse la voce che Gesù si trovava a Cafàrnao, in casa; stava insegnando ad alcuni farisei e maestri della Legge venuti da molti villaggi della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. Si erano radunate tante persone, messe a sedere attorno a Gesù, che non c’era più posto per nessuno, nemmeno di fronte alla porta. Mentre Gesù parlava e presentava il suo messaggio, si recarono da lui quattro persone che accompagnavano un paralitico portato in barella, ma non riuscivano ad arrivare fino a Gesù per via della folla. Allora salirono sul tetto di quella casa, levarono le tegole, scoperchiarono il tetto e poi, di lassù, fecero scendere la barella con sopra sdraiato il paralitico, proprio nel punto dov’egli si trovava. Quando Gesù vide la fede di quelle persone, disse al paralitico: «Figliolo, i tuoi peccati sono perdonati». I maestri della Legge, là presenti, se ne stavano seduti e pensavano in cuor loro: – Perché costui osa parlare in questo modo? Egli bestemmia ! Solamente Dio può perdonare i peccati! Ma Gesù, avendo subito capito i loro pensieri, disse loro: «Perché ragionate così dentro di voi? È più facile dire al paralitico: Ti sono perdonati i tuoi peccati, oppure dire: Alzati, prendi la tua barella e cammina? Ebbene, io vi farò vedere che il Figlio dell’uomo ha sulla terra il potere di perdonare i peccati». Poi si voltò verso il paralitico e gli disse: «Dico a te: alzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua!». Mentre tutti lo guardavano, l’uomo si alzò, prese la sua barella e se ne andò via subito a casa sua ringraziando Dio. A quella vista, la folla fu presa da timore e da stupore, e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini. Il giorno dopo Gesù si alzò molto presto, quando ancora era notte fonda, e uscì fuori. Se ne andò in un luogo isolato, e là si mise a pregare. Fattosi giorno, la folla andò in cerca di lui. Quando lo raggiunsero, volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro. Ma Gesù disse loro: «Bisogna che io annunci il regno di Dio anche alle altre città; per questo Dio mi ha mandato». Infatti lasciò Cafàrnao per andare ad annunciare il suo messaggio nelle Sinagoghe della Giudea e della Galilea. E grandi folle di gente che avevano sentito raccontare quel che Gesù faceva cominciarono a seguirlo: venivano dalla Galilea, dalla regione delle Dieci Città, da Gerusalemme, dalla Giudea e dai territori al di là del fiume Giordano. Si parlava sempre più di lui, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro infermità. E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, la gente portava sempre i malati in piazza, li mettevano a terra, vicino ai suoi piedi, ed egli li guariva. Infatti, sapendo che egli aveva guarito molti malati, quanti avevano qualche male si spingevano fino a lui per poterlo toccare, e lo supplicavano di permettere di toccare almeno l’orlo del suo mantello, perché da lui usciva una forza che guariva ogni genere di mali. Tutti rimanevano stupiti nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano, i ciechi che vedevano, i sordi che udivano, e allora, pieni di timore, dicevano: – Oggi abbiamo visto cose prodigiose, non abbiamo visto mai nulla di simile! Tra noi è apparso un grande profeta ! Altri dicevano: – Dio è venuto a salvare il suo popolo. Noi stessi abbiamo udito, e sappiamo che questi è veramente il profeta che deve venire, il salvatore del mondo. Allora tutti levavano lode al Dio di Israele. Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a rapirlo per farlo diventare re , si ritirò sulla montagna, tutto solo, e là pregava.