| Ascolta il brano letto da Simonetta Cartia |
La testimonianza del precursore, Giovanni il Battista
Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode regnava sulla Galilea, mentre Anna e Caifa erano sommi sacerdoti, in quel tempo la parola di Dio scese su Giovanni, il figlio di Zaccaria, che era ancora nel deserto della Giudea. N Là Dio lo chiamò. Allora Giovanni cominciò a percorrere tutta la regione del Giordano proclamando un battesimo di conversione N per il perdono dei peccati e diceva: – Cambiate vita, convertitevi, fatevi battezzare, e Dio perdonerà i vostri peccati, perché il regno dei cieli è vicino! La gente accorreva a lui: venivano da Gerusalemme e da tutta la regione della Giudea, confessavano pubblicamente i loro peccati ed egli li battezzava nel fiume Giordano. E allora, poiché il popolo era in attesa, tutti si domandavano in cuor loro: – Chissà, forse Giovanni è il Messia! Le autorità ebraiche inviarono da Gerusalemme sacerdoti e addetti al culto del Tempio, per interrogarlo. Quelli che interrogavano Giovanni appartenevano al gruppo dei farisei, e gli dissero: – Noi dobbiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Chi sei tu? Giovanni dichiarò senza esitazione: – Io non sono il Messia. Allora gli chiesero: – Chi sei, allora? Sei forse Elia? Rispose: “Non lo sono”. Quelli insistettero: – Sei tu il profeta? Rispose: “No”. Alla fine gli chiesero: – Chi sei, dunque? Che cosa dici di te stesso? Allora Giovanni disse: “Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore” (Is 40,3), come disse il profeta Isaia. Gli domandarono ancora: – Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta? Giovanni rispose loro: – Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, ma mi è passato avanti perché esisteva già prima di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo. Anch’io non lo conoscevo, tuttavia Dio mi ha mandato a battezzare con acqua, per farlo conoscere al popolo di Israele e per spingervi a cambiar vita; ma lui vi battezzerà con lo Spirito Santo e il fuoco. Egli tiene in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per separare il grano dalla paglia. Raccoglierà il grano nel suo granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile. Le folle lo interrogavano: – Che cosa dobbiamo fare? Giovanni rispondeva: – Chi possiede due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, lo distribuisca agli altri. Anche alcuni agenti delle tasse vennero per farsi battezzare. Gli domandarono: – Maestro, noi che dobbiamo fare? Giovanni rispose: – Non esigete nulla di più di quanto è stabilito dalla Legge. Lo interrogavano anche alcuni soldati: – E noi che dobbiamo fare? Rispose: – Non maltrattate e non estorcete soldi a nessuno, né con la violenza né con false accuse, ma accontentatevi della vostra paga. Con queste e molte altre parole Giovanni annunciava al popolo la buona novella. Venivano a farsi battezzare N anche molti che appartenevano ai gruppi dei farisei e dei sadducei. Giovanni se ne accorse e disse: – Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di potervi sottrarre al castigo, che ormai è imminente? Fate vedere invece un frutto che testimoni la vostra conversione e non fatevi illusione dicendo dentro di voi: “Noi siamo discendenti di Abramo!” . Perché vi assicuro: ogni albero che non produce frutti buoni sarà tagliato e gettato nel fuoco. Questo accadeva vicino al villaggio di Betània, al di là del fiume Giordano, dove Giovanni battezzava.