La presentazione di Gesù al Tempio e la
Venne poi per la madre e per il bambino il tempo della loro purificazione com’è stabilito dalla Legge di Mosè. I genitori allora portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, N e per offrire anche il sacrificio stabilito dalla Legge del Signore: “Una coppia di tortore o di giovani colombi” (Lv 5,7). Viveva allora a Gerusalemme un uomo chiamato Simeone: un uomo retto e pieno di fede in Dio, che aspettava con fiducia la liberazione d’Israele. Lo Spirito Santo era sopra di lui, e gli aveva rivelato che non sarebbe morto prima di aver veduto il Messia mandato dal Signore. Mosso dallo Spirito Santo, Simeone andò nel Tempio dove s’incontrò con i genitori di Gesù, proprio mentre essi vi stavano portando il loro bambino per adempiere la Legge. Simeone allora prese il bambino tra le braccia e ringraziò Dio. N Poi li benedisse e parlò a Maria, la madre di Gesù: – “Dio ha deciso che questo bambino sarà occasione di rovina o di risurrezione per molti in Israele. Sarà un segno di Dio che molti rifiuteranno; sarà un segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri e le intenzioni nascoste nel cuore di molti. Quanto a te, Maria, il dolore ti colpirà e, come fa una spada, ti trafiggerà l’anima”. Quando i genitori di Gesù ebbero tutto compiuto secondo la Legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Intanto il bambino cresceva, si forticava in Spirito e la benedizione di Dio era su di lui.