| Ascolta il brano letto da Giovanni Spadola |
La nascita di Gesù
In quel tempo l’imperatore Cesare Augusto con un decreto ordinò il censimento di tutti gli abitanti dell’impero romano. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria, e al tempo del re Erode che governava la regione della Giudea. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era un discendente diretto della casa e della famiglia di Davide, partì da Nàzaret, in Galilea, e salì a Betlemme, la città del re Davide, in Giudea, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce N il suo figlio primogenito, N lo avvolse in fasce e lo depose nella mangiatoia di una stalla N perché non c’era posto per loro nell’albergo. In quella stessa regione c’erano anche alcuni pastori. Essi passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: – Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia che sarà di tutto il popolo: oggi per voi, nella città di Davide, è nato il Salvatore, il Cristo, il Signore. Questo sarà per voi il segno: – Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia. Subito apparvero e si unirono a lui molti altri angeli. Essi lodavano Dio con questo canto: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Poi gli angeli si allontanarono dai pastori e se ne tornarono in cielo. I pastori andarono dunque senz’indugio a Betlemme e là trovarono Maria, Giuseppe e il bambino N che dormiva nella mangiatoia, proprio come l’angelo aveva loro detto. N Dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro, e tutti quelli che ascoltarono i pastori si meravigliarono di quello che essi raccontavano. I pastori, sulla via del ritorno, lodavano Dio e lo ringraziavano per tutto quello che avevano udito e visto. Maria, da parte sua, custodiva gelosamente il ricordo di questi fatti, cercandone il senso.